Cani, gatti (canini) e un matrimonio

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Mia figlia Elena a Londra con il pet dell’architetto capo. Niente a che vedere con la microscopica Lilla di casa nostra, di cui parlo sotto ๐Ÿ˜ฆ

Comunicando con le blogger vengono spontanei i ricordi, le confidenze. Una volta Vitty si รจ dovuta sorbire la storia della mia vita ๐Ÿ˜ณ. Poi con Mary e sempre Vitty sono saltati fuori i ricordi di un mio gatto maschio Iappanula e della minuscola Lilla, una bologneseย ๐Ÿถ๐Ÿฑ.

ฮจ

Che dirvi, le donne sono delle confidenti nate, praticamente delle ostetriche (come la madre di Socrate Fenarete), nel senso che ti tirano fuori tutti i pensieri personali. A me piace quest’arte della levatrice anche perchรฉ uno degli obiettivi di questo blog รจ raccogliere abbastanza ricordi da farne un libro di famiglia da lasciare ai discendenti quando, meno presi dalla vita, avranno interesse ad esplorare queste cose.

Proprio come ha fatto il fratello di mia nonna Agnese, Carlo Calcagni, grazie al quale sappiamo tante cose delle nostre radici familiari romane, ricordi bizzarri e fantasiosi con lo sfondo di una Roma papalina seducente a cavallo tra 1800 e 1900, fatta di romani ricchi e potenti e di romani poveri, poverissimi (i Calcagni erano conti ridotti in miseria: la famiglia della nonna di Carlo aveva perso tutto al gioco, e suo padre era rimasto orfano di padre; non si sa perchรฉ a lui non rimase nulla) .

Il solito amico Giorgio (rompiballe)

Giorgio: “Sei lo sfruttatore di ignare fanciulle del Wide Web”.
Giovanni: “E’ che con due sorelle, dieci cugine, una moglie e due figlie sono abituato a confrontarmi con l’animo femminile”.
Giorgio: “Ribalto la cosa: tuo zio montalcinese non diceva: ‘la donna รจ danno’?”
Giovanni: “Ma statte zitto. Se la donna รจ danno, allora รจ un danno meraviglioso ๐Ÿ˜Š”

A Mary e a Vitty: grazie e un abbraccio! [Marzia, toccherร  presto anche a te ;-)]

Un gatto e un cane (vabbรจ)

Mary.ย La Corsica รจ unโ€™isola che non lascia mai indifferenti. Una montagna nel mare. […] Crocevia da 4.000 anni di rotte e di popoli, lโ€™isola, secondo una leggenda, venne chiamata Kallรฌste, ossia la piรน bella, dai Greci. Oggi รจ chiamata โ€œL’รŽle de Beautรฉโ€, ovvero lโ€™isola della bellezza. […] La prima [nostra visita, ndr] fu nel 1985 a Solenzara, situata nella parte sud dellโ€™isola. Rispetto alla Sardegna, trovai lโ€™isola selvaggia e verdeggiante. […]

Giovanni. Bellissimo viaggio e bellissime foto, Mary. Anchโ€™io fui colpito dal fatto che la Corsica aveva montagne alte rispetto alla Sardegna ed era molto piรน verde, forse proprio per questo, chissร .

Prima di quel viaggio (fine degli anni โ€™70) avevo giร  avuto esperienza con i corsi, due o tre anni prima. Mi trovavo a studiare a Nizza e appena arrivato lo staff mi chiese:

โ€œVuole una stanza dove i giovani cantano e fanno festa oppure in corridoi dove cโ€™รจ piรน silenzio?โ€.

Io ventenne optai ovviamente per la prima soluzione. Non lโ€™avessi mai fatto. Era il corridoio con le stanze dei corsi, che facevano un casino della Madonna a tutte le ore e che mi presero di mira perchรฉ pensavano fossi francese. Una volta di notte allagarono addirittura la mia stanza!! Quando perรฒ dissi loro che ero italiano mi rispettarono e da allora non ho avutoย mai piรน problemi.

Poi 2-3 anni dopo feci un viaggio in Corsica con la mia futura moglie, sua sorella e mia sorella piccola. Un giorno parcheggiamo la nostra 500 blu su unโ€™altura per goderci una vista meravigliosa su una baia.

Un uomo corpulento si avvicina e dice:

โ€œIl y a un panneau lร !โ€

Non capimmo, era pronunciato con stizza, velocemente. Ripetรฉ:

โ€œIl y a un panneau lร !!โ€.

Iappanula
Il gatto Ula (il suo sosia)

Alla fine capimmo che era divieto di sosta, perchรฉ cโ€™era un cartello, un panneau, appunto. Togliemmo in fretta la 500. Le risate che facemmo poi! Rimase memorabile.

Tornati a Roma prendemmo un gattino meraviglioso, lo portammo a casa e lo chiamammo Iappanรฒla, Iappanula, poi semplicemente Ula.

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Vitty. [Ugo il cane e Oliver il gatto, ndr] Insieme formano una coppia formidabile โ€ฆ quando decidono di mangiare qualche biscottino, che tengo in alto su una mensola, lavorano in coppia. Il gatto salta sulla mensola, butta giรน la scatola โ€ฆ mentre Ugo con le zampe tira fuori i biscotti โ€ฆ quindi se li pappano con molta soddisfazione.
Anche nel terrazzo si danno un gran daffare! Prima del loro arrivo tra fiori e qualche ortaggio, il mio terrazzo era quasi lussureggiante โ€ฆ con la loro presenza tutto รจ cambiato. Hanno tirato fuori la passione del giardinaggio, portandoli a scavare, estirpare qualsiasi tipo di pianta o germoglio che osava mettere fuori il capinoโ€ฆ Questโ€™anno, che non ho piantato o seminato niente, sono rimasti quasi indifferenti alle erbe che sono spuntate naturalmente.

Giovanni. Ah ah ah ah, la passione del giardinaggio che estirpa tutto, questa รจ bella! Lโ€™accoppiata Ugo-Oliver รจ fortissima. Gli animali in casa sono dei malandrini, ma li amiamo parecchio, come delle persone furbacchio-dolci (nuova categoria: bah, a questโ€™ora anche se non รจ prestissimo sono in coma, dopo vedi perchรฉ). In effetti i cani sono territoriali, guai a violare il loro piccolo spazio.

Quanto ad abitudini strambe il mio gatto Iappanula, di cui ho parlato a Mary, mi attaccava da sopra gli armadi, da dietro le cassapanche e i divanni, come Keto nella Pantera Rosa. E Lilla, la nostra bolognese minuscola (lโ€™avevano voluta le nostre figlie!) ci saltava addosso, in perenne carenza affettiva, come un ragno ventosa. Mi vergognavo un poโ€™ a portarla a spasso, per un piccolo e bizzarro residuo di machismo.

Lilla piccola
Lilla era cosรฌ da piccola. Ma da grande non รจ che il criceto cane crebbe chissร  che …

Un giorno ad un parco qui vicino ci saranno stati 50 extracomunitari con i CANI GIGANTESCHI dei loro datori di lavoro. Stavano concentrati in uno bello spiazzo erboso, mischiati a tutti questi mostri pelosi con le zanne bianche.

Arrivo io nello spiazzo erboso.

Ho il criceto cane al guinzaglio.

Risata generale fragorosa. Sgangherata.

Cosรฌ fu. Cosรฌ avvenne il fatto. Cosa non si fa per le figlie. Nessuno la portava fuori, Lilla: le due adolescenti erano prese da ben altro e mia moglie era sempre troppo occupata. La portavo allora a spasso io, mosso da pietร  e sopportando con filosofia, che dovevo fare. Ma evitando quel parco.

Il piรน delle volte.

Accidenti ma quanto รจ grande Ugo! Ha la testona quasi il doppio di quella di tua figlia, che รจ cosรฌ bella e pepata, ne ero sicuro. Dal suo viso si intravede meglio il tuo aspetto e la tua anima, cara Vitty, ugualmente bella e offerta ai lettori con generositร  alle spezie.

Dunque il tuo Ugo รจ un incrocio fra levriero irlandese e spinone. Gli incroci sono cosรฌ intelligenti. E’ lโ€™origine della creativitร  italiana nei millenni, รจ provato, vaglielo a dire a โ€ฆ

Ma lasciamo perdere.

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Sono appena tornato un poco distrutto: due giorni fa tre ore di bivacco allโ€™aeroporto di Schipol (Amsterdam) con successiva partenza alle 5 di mattina! E ieri notte tardi mia moglie ed io in mezzo alla campagna romana ad aspettare in mezzo ai grilli โ€“ sempre per ritardo, e te pareva โ€“ lโ€™arrivo allโ€™aeroporto di Ciampino dellโ€™altra figlia, la londinese sbarazzina (foto in alto, ndr) che vi somiglia nel pepe e che รจ venuta qui ad organizzare il suo matrimonio (ad Arezzo!) col suo fidanzato inglese.

Amano tantissimo la nostra casa in campagna. Gli inglesi vanno in fissa con la Toscana, รงa va sans dire. Ovvio verrร  una caterva di parenti anglosassoni e magari vorranno pure il discorso del padre della sposa in inglese di fronte a 100 persone, come nei film, รจ il loro costume, va accettato.

Beh, sono pronto, non mi tiro indietro, per caritร .

Un abbraccio forte e a presto,
Giovanni

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Amsterdam (e il criceto)

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Siamo ad Amsterdam a trovare la nipotina, un criceto dolcissimo di 2 settimane (come dissi a Marzia qualche giorno fa). Mia figlia e mio genero vivono in una bella casa con la vista su un canale e finestroni cosรฌ enormi che quando d’estate picchia il sole non c’รจ salvezza. La piccola, fortunatamente, รจ abbastanza pacioccona, il che dร  tregua ai due neo-genitori (… un po’ di tregua ๐Ÿ˜ฑ) .

Ieri mi sono alzato presto e ho fatto una bella passeggiata mentre la famiglia dormiva. E finalmente mi sono sentito sicuro di muovermi in questa cittร , evitando con sicurezza biciclette motorini e tram che in questa civilissima Venezia del Nord ti attaccano inaspettati come siluri e costituiscono un vero pericolo mortale. Il pedone viene sempre per ultimo. Bisogna accettarlo. E’ il costume locale.

Arrivato alla Haarlemmerplein, la piazza con gli schizzi d’acqua dove i bambini si inzuppano, freddo o caldo che sia, imbocco la strada dei negozi, Haarlemmerdijk. Il negozietto di riparazione PC e cell subito sulla sinistra รจ chiuso (volevo comprare dei DVD). Tutto รจ sbarrato la mattina fino alle 11-12, soprattutto il lunedรฌ. Questa gente sa vivere, non รจ per niente workaholic, malata di lavoro!

Google mi dice che solo il Media Markt vicino alla Stazione Centrale sta per aprire. Una bella passeggiatina. I DVD vuoti mi servono per esercitarmi con Puppy Linux nei ritagli di tempo tra una spupazzata (e una rigovernata) e l’altra. Prima di partire da Roma avevo resuscitato il mio portatile di 20 anni fa (!!) mettendoci sopra Puppy Linux, appunto. Dopo la cura รจ diventato una scheggia, piรน veloce di quando lo comprai. Nessun bisogno di comprarne uno nuovo, di portatile. Seneca ha ragione, la vera gioia รจ austera.

[E poi Puppy Linux, ogni cosa che fa, abbaia come il canino – puppy – che รจ, una delizia ๐Ÿ™ƒ, anche se il criceto รจ infinitamente piรน dolce, ci macherebbe]

Siccome il Media Markt apre alle 10 e io sono arrivato prima vado alla Amsterdam Public Library (OBA: Openbare Bibliotheek Amsterdam) che si trova sulla Oosterdokseiland, ad oriente della suddetta Amsterdam Central Station. E’ la piรน grande libreria dell’Olanda, piena di eleganti salotti e console dove leggere nel piรน riposante silenzio. C’รจ un piano, il piรน basso, interamente dedicato ai bambini, con libri giochi e entertainement per loro, compresi teatro e letture orali di fiabe in inglese italiano olandese ecc.

Lโ€™OBA ospita una meravigliosa collezione plurilingue di 1,5 milioni di libri, periodici, CD, DVD, dischi Blu-ray in ben sette piani, tutto gratuito, basta iscriversi. Il settimo piano รจ il clou di ogni visita, con un bel teatro per 300 persone e un ristorante con una terrazza che offre una vista spettacolare sulla bella, dolce (e aperta a tutti: la metร  della popolazione non รจ olandese!) cittร  di Amsterdam.

Piacere, gioia e dolore. Ma la vera gioia รจ austera

Concert dancing

Oggi il mondo ci alletta in mille modi. Possiamo mangiare fino a scoppiare, fare shopping compulsivo in modi impensabili solo pochi anni fa, abboffarci di oggetti tecnologici, viaggiare in auto treno aereo in luoghi esotici quando prima non ci si spostava mai, possiamo vestirci nei modi piรน ricchi e fantasiosi (i vestiti prima si facevano a casa e ogni figlio piรน piccolo riceveva gli abiti dei piรน grandi raggiustati).

Possiamo ingolfarci di musica spettacoli film ecc. dal divano di casa o fuori, partecipare a feste concerti cenoni, praticare il sesso liberamente purchรฉ in modo consensuale (assurdo, oggi bisogna specificarlo) ecc. ecc. La lista รจ molto lunga.

Eppure, la gente รจ sempre piรน angosciata e infelice. I mille piaceri e gioie a disposizione sembrano produrre il loro contrario, il dolore.

Come รจ possibile?

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Ora poichรฉ la specie Homo Sapiens รจ la stessa da 150.000 anni e oltre mi sembra lecito interrogare i nostri cari antenati di duemila anni fa (un battito di ciglia) alla ricerca di risposte fuori dal coro.

Al tempo di Lucio Anneo Seneca, quando l’imperatore era Nerone, i problemi erano per fortuna molto simili, mutatis mutandis. Dico per fortuna perchรฉ cosรฌ forse possiamo capirci qualcosa.

Roma era sempre piรน potente e vedeva affluire immense ricchezze dalle province del suo impero (nota 1). Ne potevano usufruire strati sempre piรน ampi della popolazione che si permettevano cose inimmaginabili solo poche generazioni addietro – nella Capitale dell’Impero, certamente, ma non solo.

Frequentavano terme sontuose, andavano al mare per la tintarella, indulgevano in cene interminabili, facevano sesso a tutto spiano (i Romani pagani erano piรน liberi dei cristiani anche se i costumi erano piรน austeri ai tempi della prima repubblica), la ghiottoneria nelle dette cene dilagava, feste e spettacoli gratuiti venivano offerti quasi ogni giorno (mediamente un giorno sรฌ e uno no!! E’ il calcolo dello storico francese Jรฉrรดme Carcopino). Ecc., ecc.

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Moderna rapprentazione di banchetto romano crapulone

Seneca osserva la societร  del suo tempo e vede che molta gente salta da una cosa all’altra, da una gioia all’altra, รจ sospinta da piaceri effimeri e passeggeri ed egli considera tutto questo un male perchรฉ questa folle rincorsa non puรฒ che generare ansia e dolore (si pensi alla pena dei lussuriosi di Dante, sospinti senza pace da un vento di qua, di lร , di giรน, di sรน, e che rispecchia l’idea della dipendenza che non dร  mai tregua).

La vera gioia duratura, per Seneca, รจ invece dentro di noi, รจ nella libertร  dalle dipendenze che ci rendono schiavi, รจ nella meditazione, nella moderazione, nel controllo di noi stessi e delle nostre scelte (la โ€œcentralina di controlloโ€ di cui parla la mamma stoica). E’ questa la via per sfuggire al grande marasma dellโ€™epoca sua (e nostra).

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Dice il filosofo al suo amico e allievo Lucilio (lettera 23):

Prima di tutto, caro Lucilio, impara a gioire […] Tu credi proprio che io ti voglia togliere molti piaceri …. ? Al contrario, desidero che non ti manchi mai la gioia, anzi che ti nasca in casa; e nascerร , purchรฉ essa sia dentro a te stesso. Le altre forme di contentezza non riempiono il cuore, sono esteriori e vane […]

Credimi, la vera gioia รจ austera […]

Vorrei che anche tu possedessi questa gioia: essa non ti verrร  mai meno, una volta che ne avrai trovato la sorgente. I metalli di scarso valore si trovano a fior di terra; quelli preziosi si nascondono nelle profonditร  del sottosuolo, ma daranno una soddisfazione piรน piena alla tenacia di chi riesce ad estrarli. Le cose di cui si diletta il popolino danno un piacere effimero e a fior di pelle; e qualunque gioia che viene dallโ€™esterno รจ inconsistente. Questa di cui parlo e a cui tento di condurti รจ una gioia duratura, che nasce e si espande dal di dentro.

Ti scongiuro, carissimo Lucilio, faโ€™ la sola cosa che puรฒ darti la felicitร : disprezza e calpesta codesti beni che vengono dal di fuori, che ti sono promessi da questo o che speri da quello; mira al vero bene e gioisci di ciรฒ che ti appartiene.

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Busto di Seneca

Mi domandi che cosa ti appartiene? Sei tu stesso e la parte migliore di te. Anche questo nostro povero corpo, senza il quale non possiamo far niente, consideralo una cosa piuttosto necessaria che importante. Esso tende a piaceri vani e passeggeri, seguiti poi dal pentimento e destinati, se manca il freno di una grande moderazione, a passare al loro contrario: intendo dire che

il piacere sta in bilico, e se non ha misura si volge in dolore.

Ma รจ difficile avere il senso della misura riguardo a ciรฒ che si crede un bene. Solo il desiderio del vero bene, per quanto grande, รจ senza pericoli.

Mi chiedi che cosโ€™รจ questo vero bene, e donde ha origine? Te lo dirรฒ, nasce dalla buona coscienza, dai pensieri onesti e dal retto operare,

dal disprezzo degli avvenimenti fortuiti, dal sereno e costante sviluppo di unโ€™esistenza che batte sempre la stessa via. Infatti coloro che saltano da un proposito allโ€™altro o, peggio, si fanno trascinare da una qualunque circostanza, sempre incerti e vaganti, come possono avere una condotta sicura e stabile?

Sono pochi quelli che decidono saggiamente su se stessi e sulle proprie cose. Tutti gli altri, a somiglianza degli oggetti che galleggiano nei fiumi, non vanno da sรฉ, ma sono trasportati.

Alcuni, dove la corrente รจ piรน lenta, sono spinti mollemente; altri sono travolti dalla corrente piรน rapida; altri sono depositati vicino alla riva, dove la corrente si affievolisce; altri infine sono scagliati in mare con moto impetuoso. Dunque, dobbiamo stabilire ciรฒ che vogliamo ed essere perseveranti nella decisione presa.

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Per approfondire, su questo blog:

Quando la passione ci divora
Come si puรฒ riuscire a vivere meglio?
Disgrazie? Paure? Dolori? Chiedi aiuto agli antichi romani
Giorgiana, lโ€™autostima e la mamma stoica

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Testo integrale delle meravigliose Lettere a Lucilio di Seneca

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(Nota 1) Quanto alle classi piรน ricche il colonnello Stanislas Marie Cรฉsar Famin scrive:

โ€œOgni contrada del mondo conosciuto contribuรฌ a servire lo sconsiderato e folle lusso dei romani. Lโ€™India inviava loro collane di perle raffinate e del valore di numerosi milioni di sesterzi; lโ€™Arabia i suoi piรน dolci profumi; Alessandria, Tiro e lโ€™Asia Minore preziosi broccati trapunti di oro e seta; Sidone i suoi specchi di metallo e vetro. Altre nazioni inviavano a Roma porpora, oro, argento, bronzo e ogni prodotto sia dellโ€™arte che della natura, i vini piรน preziosi e gli animali piรน rari. Allโ€™epoca del secondo Scipione uomini di grande autoritร  vennero visti dilapidare le proprie sostanze con favoriti/e, altri con cortigiane, o in concerti e festini dispendiosi avendo assorbito i gusti greci nel corso delle guerre persiane; tale disordine divenne follia presso i giovaniโ€.

Come inserire faccine, emoticon, smile, smiley, emoji.

Qualcuno ha avuto delle difficoltร  con le faccine ed era stufo/a delle solite ๐Ÿ˜Šย  ๐Ÿ˜‰ e โ˜น๏ธ. Le faccine piรน fantasiose in WordPress o altrove si inseriscono con caratteri di punteggiatura ecc. il cui elenco (uno dei tanti, vedi sotto una lista di risorse) si trova sul Web.

Qui ne inserisco un numero grandissimo usando tutte le faccine del mio iPhone. Alcune si vedono solo se si accede con un cellulareย ๐Ÿค”. Forse perchรฉ un PC se le deve caricare tutte (richiede tempo su vecchi computer) mentre un cellulare giร  ce l’ha ๐Ÿ’ฉ

Se non le vedete bene, ingrandite la pagina. Basta un seleziona copia e incolla nei vostri testi o commenti e il gioco รจ fatto.

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Greci e Romani ci parlano ancora. Settimana Stoica a Londra il 1 ottobre 2018

Modern Stoicism

Incredibile il lavoro che questa gente sta facendo sulla filosofia stoica, una filosofia estremamente pratica e con i piedi per terra. Guardate questa impressionante lista di articoli.

Come italiani dovremmo essere fieri del successo internazionale (non solo anglosassone) di questa filosofia, visto che tali idee, nate in terra greca 2300 anni fa, sono poi fiorite a Roma (Seneca, Musonio Rufo, Epitteto e Marco Aurelio) e da Roma successivamente trasmesse a tutto l’Occidente.

Se Meredith Kunz me ne dร  il permesso tradurrรฒ qualche altro articolo di questa perspicace “mamma stoica” californiana.

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Dal 2012 si tiene ogni anno lo Stoicon, nella cui cornice (se ho ben capito) si svolge la Settimana Stoica organizzata dal gruppo Modern Stoicism. Vi partecipano, con conferenze e workshop, fior fior di studiosi e appassionati di questa arte del ben vivere. Nel 2018 la Settimana Stoica si terrร  dall’1 al 7 ottobre a Londra. Qui i dettagli.

Giorgiana, l’autostima e la mamma stoica

Marcus Aurelius
Marco Aurelio, imperatore e filosofo stoico

Giorgiana nel suo E tu? Come ti senti oggi? ha scritto: “Fermati a pensare, prenditi qualche minuto di pausa e guardati dentro โ€ฆ Come tratti te stesso/a, che parole e pensieri ti stai rivolgendo? Sii gentile, sii gentile con te stesso/a, devi essere tu per primo/a a farlo e non permettere a nessuno di farti sentire inferiore.
Smetti di giudicarti e criticarti per cose passate, amati, ammirati per tutto ciรฒ che sei riuscito/a a superare, PERDONATI e vai avanti col sorriso.
Sei bellissimo/a cosรฌ come sei, tutti lo siamo. Fai pace con te stesso/a e adesso, oggi, comincia a fare qualcosa per cambiare ciรฒ che vorresti. Inizia col rivolgerti parole gentiliโ€ฆ

Giovanni. Molto vero, molto bello (e molto utile). La stima di sรฉ. Ho sempre creduto in questo principio, non so come chiamarlo, di โ€œvolontarismo psicologicoโ€. In generale gli antichi Romani (antenati non solo miei ma anche tuoi, credo) dicevano: spesso non controlliamo gli eventi esterni (disgrazie, maldicenze ecc.) ma possiamo cercare di controllare la nostra reazione ad essi. Era la filosofia stoica, che oggi ha molto successo nel mondo perchรฉ insegna in modo pratico, senza intellettualismi, a vivere bene.

Giorgiana. Ti ringrazio per questo tuo commento. Non possiamo controllare gli eventi esterni (famiglia inclusa), ma possiamo controllare e cambiare le circostanze e in un certo senso questa รจ una forma di libertร , che bisogna sfruttare.ย  Sรฌ, il nostro modo di agire e pensare รจ ciรฒ che fa la differenza. Come mi sento oggi รจ una mia scelta.

Giovanni. Eโ€™ chiaro che possiamo cambiare le circostanze di tantissime cose (e dobbiamo farlo), ma non di tutte. Per esempio, se un albero cade sulla nostra macchina e la sfracassa non resta che far buon viso a cattiva sorte, come si dice.
Non sono un esperto di stoicismo, sto solo cercando di capire. Qui ne parlo nel mio blog.

 

Meredith Kunz, the Stoic Mom

 

Sentiamo cosa ha da dire in proposito Meredith Kunz, scrittrice della California settentrionale, madre di due figlie e autrice del bel blog The Stoic Mom:

Sono seduta fuori all’ombra di una quercia di 200 anni. รˆ una calda giornata estiva. Guardo le mie due figlie nuotare mentre penso allo stoicismo e alla felicitร . Sento le loro risate e gli schizzi, le foglie che frusciano, il ronzio delle macchine che passano.

Mi guardo attorno e so che ho molto di cui essere grata: la mia famiglia, la casa, il lavoro, il benessere fisico, tra le altre cose. Prima perรฒ di iniziare con lo Stoicismo non la vedevo cosรฌ. Badavo solo a ciรฒ che mancava, a ciรฒ che non cโ€™era o che non andava sufficientemente bene.

Attribuisco alle idee stoiche il fatto che posso fermarmi e provare gioia in questโ€™attimo presente – con la chiara consapevolezza che passerร  come tutti gli altri.

รˆ un attimo che mi sono ben sudata. Nel corso degli anni ero oppressa da ansie e insicurezze. Crescendo ero intelligente, intellettuale, il che mi rendeva diversa dalla maggior parte degli altri bambini. Fui spinta a dimostrare quanto valevo attraverso il riconoscimento del mio valore come studente piรน brava. Per motivarmi ho attinto al potere del pensiero negativo. Temevo il fallimento. Una voce nella mia testa mi parlava severamente per disciplinarmi e spingermi avanti.

Funzionรฒ. Studiai duro e dimostrai il mio valore. Ho continuato a conseguire risultati accademici e ho preso lauree nelle migliori universitร .

Ma, un risultato simile mi aveva resa contenta e soddisfatta, o felice, in altre parole? Non esattamente. Ero ancora preoccupata e incerta rispetto alle scelte e alla mia incapacitร  di controllare molte cose della vita che pensavo di dover essere in grado di gestire. Atteggiamento che non mutรฒ fino a quando non iniziai a studiare la filosofia stoica.

La conoscenza, acquisita grazie allo stoicismo, che non si possono mai controllare i pensieri, le emozioni o le azioni degli altri รจ stata una grande liberazione. Non sento piรน la pressione per gestire o manipolare tali cose, il che ha notevolmente ridotto una serie di ansie.

Mi colpisce di meno quando gli altri mi giudicano o si comportano in modi che non mi piacciono. Le persone hanno i loro progetti e problemi. Come sottolinea Marco Aurelio, molti si allontanano dalle facoltร  razionali e non conoscono la differenza tra il bene e il male.

Oggi faccio affidamento il piรน possibile su una mia “centralina di controllo” per prendere le decisioni. Faccio quello che penso sia giusto, e cerco di non soffermarmi sui giudizi altrui o confrontarmi con tutti gli altri. Soprattutto, non uso le lodi (o le critiche) altrui come fonte della mia autostima come essere umano. E sono molto piรน appagata, di conseguenza.

“Che differenza farร  per me se qualcun altro mi critica per azioni che erano giuste e rette? Non farร  alcuna differenza “, ci ricorda Marco Aurelio (Meditazioni 10, 13).

Insegno questo approccio ai miei figli. Li ho resi consapevoli della “dicotomia del controllo”. Condivido idee [nel blog The Stoic Mom, ndr] per compiere scelte sagge e coraggiose. Cerco di dimostrare che l’umorismo e la felicitร  si possono trovare anche in circostanze difficili.

Breve รจ la nostra esistenza in questo vasto universo. I pensatori stoici ci ricordano spesso anche questo. Tuttavia, attingendo ai principi chiave dello stoicismo possiamo vivere la gioia in questo momento fugace.

Cosรฌ avanzava, come una bella nave

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Mia madre, un poco ingrassata dopo i primi due figli

Mia madre era una donna molto bella, con la pelle bianchissima e i capelli castano biondi. Era anche di bella statura e imponente e a mio padre, che non era molto alto, deve esser sembrata come una Walkiria quando a Montalcino, una mattina molto presto, la vide recarsi alla messa con un velo sulla testa, e qualcosa scattรฒ.

Per noi bambini mamma era come una bella nave a cui ci aggrappavamo quando in mare si imparava a nuotare schizzando lโ€™acqua tutt’intorno. E quando per la strada, fanciulla maestosa, avanzava con la gonna larga che spazzava l’aria e il collo bianco ampio e tondo era come un naviglio che prendeva il largo, seguendo un ritmo pigro, dolce e lento.

Cosรฌ avanzava lentamente, la nostra bella mamma, e noi lโ€™adoravamo ancora di piรน poichรฉ ogni tanto in qualche modo si ammalava e ci abbandonava, lei, in apparenza cosรฌ florida, non godendo in realtร  di buona salute.

ฮจ

Per descrivere mia madre ho preso qualche immagine dalla poesia Le beau navire (di Charles Baudelaire) che papร  ci leggeva riferendosi a lei con unโ€™espressione tra lโ€™ironico e lโ€™affettuoso (sempre qualcosa di mischiato a qualcosโ€™altro; mamma invece era diretta e semplice nei sentimenti).

Versi che corrispondevano all’immagine che lui aveva di lei e che, per quel che mi riguarda, le si attagliano perfettamente (a parte alcuni dettagli decadenti che non cโ€™entrano niente).

ฮจ

Questa pagina web contiene il testo francese completo e la traduzione italiana a fronte. Qui sotto i versi in francese letti da papร :

 

Le Beau Navire – Charles Baudelaire

Je veux te raconter, รด molle enchanteresse,
Les diverses beautรฉs qui parent ta jeunesse;
Je veux te peindre ta beautรฉ,
Oรน l’enfance s’allie ร  la maturitรฉ.

Quand tu vas balayant l’air de ta jupe large,
Tu fais l’effet d’un beau vaisseau qui prend le large,
Chargรฉ de toile, et va roulant
Suivant un rythme doux, et paresseux, et lent.

Sur ton cou large et rond, sur tes รฉpaules grasses,
Ta tรชte se pavane avec d’รฉtranges grรขces;
D’un air placide et triomphant
Tu passes ton chemin, majestueuse enfant […].

 

La Francia, lโ€™Italia e l’ereditร  di Roma

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Moda francese stile impero. Courtesy of http://www.metmuseum.org

 

L’ereditร  di Roma รจ piรน grande di quanto pensiamo – lingua, letteratura, diritto, sistemi di governo, architettura, ingegneria, medicina, sport, arte ecc. – e l’Impero romano รจ stato un potente mito nel corso dei secoli.

Dopo la caduta,ย nel 476 d.C., dell’Impero romano d’Occidente il Sacro Romano Impero prese a risorgere quando nell’800 d.C. Papa Leone III incoronรฒ a Roma Carlo Magno “Imperatore e Augusto dei Romani” (Augustus Imperator Romanorum gubernans Imperium).

Tale risorto impero, prima franco, poi germanico e infine austriaco (dissoltosi solo nel 1806) si considerava l’erede della “Prima Roma” (l’Impero romano originale), mentre l’ellenizzato Impero romano d’Oriente, con capitale Bisanzio, era chiamato la “Seconda Roma” e durรฒ molto piรน a lungo dell’Impero romano d’Occidente.

ฮจ

Quando nel 1453 d.C. anche la โ€œSeconda Romaโ€ cadde sotto i colpi degli Ottomani il conquistatore Maometto II pensรฒ di continuare il potere (e l’idea) di Roma e cercรฒ di “unificare l’Impero”, sebbene la sua marcia verso l’Italia venne arrestata nel 1480 dagli eserciti del Papa e di Napoli. Dunque persino i Turchi cercarono di ricostituire l’Impero di Roma.

Caduta la โ€œSeconda Romaโ€ qualcuno cominciรฒ a considerare Mosca come la “Terza Roma”, dal momento che gli zar russi si sentivano gli eredi della tradizione cristiana ortodossa dell’Impero romano dโ€™Oriente.

[Ricordiamo altresรฌ che i sovrani dei due grandi imperi continentali dissoltisi con la prima guerra mondiale, lโ€™impero tedesco e quello russo, portavano rispettivamente il nome di Kaiser e Tsar, cioรจ “Cesare” nelle loro lingue]

ฮจ

Caspita, ma quanti eredi di Roma! Sembra un gioco storico bislacco.

Non lo รจ.

Vediamo se altre nazioni hanno rivendicato l’ereditร  di Roma.

 

I Vittoriani, gli Italiani e gli Stati Uniti

I britannici vittoriani, ad esempio, si sono sempre sentiti i successori spirituali dei Romani.

Un magnifico articolo sul Victorianist approfondisce il legame tra i vittoriani e lโ€™antica Roma, con numerose note che costituiscono una buona bibliografia sullโ€™argomento. Vi si cita, tra lโ€™altro, Henry John Newbolt (poeta e politico inglese, 1862 โ€“ 1938) che a proposito della sua personale esperienza nelle scuole vittoriane del tempo scrisse:

โ€œVi era un canone romano, particolarmente adattato ai bisogni dello scolaro inglese [โ€ฆ] che richiedeva a noi [โ€ฆ] le virtรน di leadership, coraggio e indipendenza; il sacrificio di interessi egoistici allโ€™ideale della fratellanza e al futuro della razza. [โ€ฆ] [In breve,] al fine di impersonare lโ€™Uomo Oraziano nel mondo, il gentiluomo [doveva ispirarsi] allo stile alto romano che faceva dello stoicismo unโ€™arte raffinata, quasi una religioneโ€.

Anche i patrioti italiani risorgimentali che unificarono lโ€™Italia si ispirarono a Roma. Per non parlare del dittatore italiano Benito Mussolini.

Sia i patrioti italiani che i fascisti si sentivano in sostanza gli eredi dell’antica Roma e i creatori (ancora!) di una “Terza Roma”: dopo la capitale del mondo pagano e dopo la capitale del cattolicesimo Roma doveva essere la capitale di un Nuovo Mondo.

Un’idea sproporzionata, non c’รจ dubbio.

ฮจ

E gli Americani? Beh, gli Americani trovano spesso somiglianze tra la loro super-potenza e la super-potenza del mondo antico: basta digitare su Google America new Rome per ottenere una lista interessante di risultati. La Costituzione Americana del resto si ispirรฒ alla Repubblica antico-romana (nota 1), gli edifici del governo a Washington vennero eretti in stile neo-romano ecc.

[Curioso il caso di George Washington che, come Cincinnato, lasciรฒ il potere per tornare ad occuparsi della sua fattoria. Qui sotto lo scultore Horatio Greenough lo ritrae nel 1840 quasi come un dio romano]

Washington

 

Oggi parleremo perรฒ della Francia (omettendo la Spagna per motivi di brevitร ).

Ha la Francia mai rivendicato lโ€™ereditร  di Roma?

 

Il primo impero francese

La Francia ha assorbito molti elementi da Roma a seguito della conquista della Gallia da parte di Giulio Cesare: lingua, abitudini alimentari, comportamenti, geni, tecnologie e un atteggiamento estetico di fondo, tra le altre cose.

Abbiamo giร  parlato di Carlo Magno e della (ri)nascita del Sacro Romano Impero d’Occidente (che irritรฒ l’Impero romano d’Oriente ancora in vita). Ci sono anche indizi importanti come le somiglianze tra la Legione straniera francese e le legioni romane per quel che riguarda lโ€™addestramento, le abitudini di combattimento, la gestione del territorio (costruzione di strade ecc.) e cosรฌ via.

Piรน significativa perรฒ รจ la tradizione statale di Roma che secondo numerosi studiosi venne conservata nel centralismo monarchico francese (nota 2) e nello spirito nazionale statale del popolo francese.

La persona che consolidรฒ tale statalismo e centralismo (poi proseguito imperterrito nei secoli) fu Luigi XIV (1638 โ€“ 1715: “lโ€™Etat cโ€™est moi!”), uno dei re piรน grandi di sempre. Chiamato Re Sole (le Roi Soleil) venne associato ad Apollo Helios, il dio greco-romano del Sole (e il culto principale del tardo Impero romano). Le Roi Soleil incoraggiรฒ tra l’altro anche il classicismo nelle arti e Voltaire lo paragonรฒ all’imperatore romano Augusto.

Altri grandi personaggi come Napoleone Bonaparte portano tracce dell’ereditร  romana.

Napoleone si ispirรฒ inizialmente alla Repubblica romana diventando primo console della Repubblica francese. Quindi il 2 dicembre 1804 ricevette la corona da Papa Pio VII (a Parigi, questa volta, e non a Roma come ne caso di Carlo Magno) e divenne Imperatore del popolo francese incoraggiando uno stile imperiale classico (neoclassico) nell’architettura, nelle arti decorative, nei mobili e persino negli abiti femminili ispirati alle tuniche della Grecia antica portate come allora liberamente senza busti e steccati, uno stile presto popolare nella maggior parte dell’Europa e delle sue colonie anche dopo la caduta di Bonaparte.

Scrive Il Costume e la moda:

"La vita fu portata sotto al seno, la scollatura abbassata, i vestiti alla greca chiamati "alla Flora", "alla Diana", all'Onfale" erano talmente sottili che non c'era posto per le tasche e si dovette inventare una borsetta a sacchetto, detta alla latina reticule. I piedi erano calzati da coturni, le teste acconciate alla greca e fasciate da bende ricamate, il corpo cosรฌ esibito esaltava la giovinezza e la bellezza delle forme, certamente ispirandosi alla statuaria greca del periodo classico.

Napoleone Bonaparte [...] finanziรฒ il Journal des Dames et des Modes, un periodico che conteneva numerose tavole illustrate e che contribuรฌ alla diffusione del gusto".

 

Erede di Roma

Napoleone si identificava con Giulio Cesare, ne studiava continuamente le opere e riuscรฌ a diventare uno dei piรน grandi generali di sempre, assieme a Cesare e ad Alessandro Magno.

Molti intellettuali francesi hanno sempre guardato all’ereditร  di Roma. Nellโ€™Histoire d’un crime Victor Hugo (1802 – 1885) scrisse:

“Ogni uomo di cuore ha due patrie in questo secolo: la Roma del passato e la Parigi di oggiโ€.

Quest’antica patria associata a quella moderna presuppone che la Francia sia in effetti l’erede di Roma.

 

Francesi e Italiani. Chi invidia chi?

Andando un poco fuori tema e spostando lโ€™attenzione sul rapporto tra italiani e francesi si puรฒ cercare di indagare, perchรฉ no, il tema dell’invidia tra i due paesi.

Scrive Antonio Gramsci nel Quaderno 28:

La Francia rappresentรฒ un mito per la democrazia italiana, la trasfigurazione in un modello straniero di ciรฒ che la democrazia italiana non era mai riuscita a fare [...] La Francia era la Rivoluzione francese [...] era la partecipazione delle masse popolari alla vita politica e statale, era lโ€™esistenza di forti correnti dโ€™opinione, la sprovincializzazione dei partiti, il decoro dellโ€™attivitร  parlamentare ecc., cose che non esistevano in Italia [...] Ma non era francofilia nel senso tecnico e politico: anzi cโ€™era, proprio in questi democratici, molta invidia per la Francia [...]

Aggiungerei piรน semplicemente che anche i nostri cugini francesi provano invidia quando considerano la ricchezza storica italiana, la bellezza delle nostre cittร  ecc. Un’invidia che emerge ogni volta che facciamo qualcosa meglio: col calcio, la Ferrari, la diffusione mondiale della nostra cucina e moda e cosรฌ via.

ฮจ

Facciamoci perรฒ un favore. Siamo onesti.

Se i francesi ci invidiano, noi li invidiamo di piรน.

_______
Note.

(1) Sull’influenza che gli antichi Greci e Romani ebbero sui Padri fondatori della Repubblica americana::
Carl J. Richard, The Founders and the Classics: Greece, Rome, and the American Enlightenment.
Carl J. Richard, Greeks & Romans Bearing Gifts: How the Ancients Inspired the Founding Fathers.

(2) Un interessante articolo del New York Times del 14 febbraio del 1864 in cui si parla dell’eccessiva centralizzazione dello Stato Francese e se ne tracciano la origini. La cosa colpiva molto gli Americani che vivevano e vivono in uno stato decentrato federale fin dagli inizi della Repubblica americana. Ne traduciamo un brano:

La centralizzazione รจ il potere onnipresente dello Stato che con la scusa di unโ€™eccessiva preoccupazione per il benessere dell’individuo lo spoglia d’ogni responsabilitร  municipale e lo riduce alla condizione d’automa che vive si muove e conduce la propria vita semplicemente come la vuole l’autoritร  sovrana.

รˆ difficile per un americano di qui concepire quanto possa essere castrante e demoralizzante il sistema in vigore in Francia. Quando Luigi XIV esclamรฒ “L’etat, c’est moi” esistevano ancora i parlamenti francesi delle province; e sebbene la Monarchia fosse dispotica la gente possedeva alcuni privilegi corporativi. Ma oggi, a metร  del XIX secolo e sotto l’imperialismo democratico dei Buonaparte, come stanno le cose? Per quale ragione non c’รจ in Francia un prefetto dipartimentale o municipale che non sia indicato dall’Esecutivo; non c’รจ un sindaco in tutto l’Impero, dai quaranta sindaci delle metropoli al piรน umile sindaco della piรน oscura comunitร , che non sia un candidato dell’Esecutivo; e non c’รจ un maestro di villaggio dalla Manica ai Pirenei che non sia nominato dall’Esecutivo [โ€ฆ]

“Les Italiens ont dรฉtruit notre culture celtique et germanique”

Una voce emerge dalla bellissima Francia: รจ una voce di rimprovero, con una nota dolente.

Olbodala (blogger francese). In effetti, alcuni di noi (nel cui numero sono anch’io) rimproverano all’Italia il suo passato bellicoso e ciรฒ che i vostri antenati Romani fecero ai nostri (Celti e Germani). I Romani hanno distrutto la nostra cultura (celtica e germanica) e la nostra civiltร  e lโ€™hanno sostituita con la loro (greco-latina).

รˆ una tragedia avere un’apparenza fisica celtica e germanica ma una lingua e cultura incompatibili con le nostre origini settentrionali.

Originale:

Olbodala. “En fait, certain(e)s dโ€™entre nous (et je fais parti du lot) reprochent ร  lโ€™Italie son passรฉ belliqueux, et ce que leurs ancรชtres romains ont fait aux nรดtres (celtes et germains). Les romains ont dรฉtruit notre culture (celtique et germanique) et civilisation, et lโ€™on remplacรฉ par la leur (grรฉco-latine).

Cโ€™est un drame dโ€™avoir une apparence physique celtique et germanique, mais dโ€™avoir une langue et une culture incompatible avec nos origines septentrionales.”

ฮจ

Un intervento che ferisce e fa pensare.

Dicevamo dellโ€™opera di Giulio Cesare e di come, secondo numerosi storici, 1. la sua conquista della Gallia Comata e 2. lโ€™esclusione dal potere di unโ€™aristocrazia romana ormai decadente abbia prolungato (schermandola dai barbari) la vita della civiltร  greco-romana permettendole di plasmare non solo la Francia ma tutta l’Europa e di porre le basi dell’Occidente come lo conosciamo.

Si tratta dunque di avvenimenti che vanno oltre la Francia, non solo perchรฉ la Gallia Comata oltre alla Francia comprendeva anche la Svizzera e porzioni del Belgio e dellโ€™Olanda e della Germania, ma soprattutto perchรฉ persino quei “nordici” non conquistati dai Romani assunsero gradualmente una cultura “meridionale” greco-romana grazie anche, ma non solo, alla diffusione del Cristianesimo operata da Roma: si pensi solo all’alfabeto latino, ai mille elementi culturali dalla musica alla religione alle tecniche allo stesso concetto di letteratura e di poesia e piรน in generale alle categorie concettuali filosofiche giuridiche e scientifiche mediterranee ecc.

Smetto, non sono un neoimperialista romano, cerco solo di badare ai fatti storici (e amo le nostre radici, perchรฉ no).

 

Soffocamento culturale e genocidio

Purtroppo รจ anche vero che le civiltร  o culture germaniche e celtiche (non solo in Francia) sono state soffocate e non sapremo mai in che direzioni sarebbero potute fiorire, il che in termini di bio-diversitร  culturale รจ sicuramente una tragedia.

Quanto alla Gallia Comata Cesare compรฌ un quasi genocidio, รจ fuor di dubbio. Se Plutarco scrive il vero (Plinio il vecchio รจ anche piรน duro) vi furono un milione di morti โ€“ forse 1 gallo su 5 โ€“ piรน un altro milione ridotto in schiavitรน, con 300 tribรน soggiogate e 800 centri abitati distrutti.

Se questa immane catastrofe ha dato luogo alla Francia non possiamo che amarne il risultato finale ma una catastrofe e un genocidio restano pur sempre una catastrofe e un genocidio.

 

Annientamento culturale: perchรฉ?

OK, uno potrebbe dire, la Gallia venne conquistata con la forza e con stragi ma concentrandoci sui Celti perchรฉ la cultura celtica venne completamente cancellata? Moltissimi Galli erano ancora vivi e sappiamo che i Romani erano in genere tolleranti con gli usi e costumi dei popoli conquistati.

Lo storico francese Fernand Braudel รจ molto chiaro al riguardo:

Quando una cultura – egli dice – viene del tutto cancellata da unโ€™altra significa che vi รจ una grande disparitร  di ricchezza e complessitร .

E in effetti non รจ un caso che i Romani influenzarono profondamente il Nord-Ovest del loro impero (aree arretrate) ma assai meno il Sud (Nord Africa) e l’Est o Medio-Oriente (aree assai civilizzate) che in effetti dimenticarono quasi del tutto lโ€™ereditร  romana quando accettarono di buon grado lโ€™Islam, a loro piรน affine.

 

Una risposta che non puรฒ certo consolare

La mia risposta al blogger franceseย Olbodala (che non puรฒ certo consolare, la storia รจ spietata) venne scritta proprio seguendo questa visione (traduzione e poi l’originale, cosรฌ sfoggio un po’ di francese):

Giovanni. Capisco e mi dispiace. E ci vorrebbe un libro per risponderle! I Romani erano dei vincenti. Inoltre, anche se la cultura celtica era piรน complessa di quanto non si pensi, il Mediterraneo era generalmente piรน civilizzato in quel periodo.

Per gli Italiani del nord (mio padre era di lร ) รจ avvenuta esattamente la stessa cosa: celti com’erano, hanno perso la loro cultura.

Secondo diversi studiosi (Braudel, Gramsci, Joseph Nye ecc., cfr. note 1 e 2) quando due culture si scontrano ci sono almeno due elementi in gioco: la forza e la seduzione (una cultura seduce quanto piรน รจ complessa e ricca.), il primo elemento, la forza, non essendo tutto.

Semplificando, un caso classico รจ quello dei Romani e dei Greci. I Romani vinsero con la forza, ma i Greci li sedussero a loro volta con la loro meravigliosa ricchezza culturale.

Ciรฒ non avvenne quando Romani e Celti si incontrarono. Se i Celti persero la loro cultura ciรฒ significa, credo, qualche cosa.

E, inversamente, se la civiltร  greco-romana lasciรฒ poche tracce in Nord Africa o nel Medio Oriente, anche ciรฒ significa qualche cosa.

Il che non vuol dire che lโ€™annientamento quasi totale della civiltร  celtica non sia una tragedia.

Ho dimenticato i Franchi [ma si potrebbe parlare anche dei Normanni, ndr], un popolo germanico che conquistรฒ la Gallia o Francia. Ovviamente, esercitando grande forza ma non sufficiente seduzione vennero progressivamente latinizzati.

Paul (blogger franco-canadese). Punto di vista interessante, Giovanni. Dovremmo dedurne che gli inglesi hanno fallito nella seduzione dei canadesi di lingua francese in quanto la cultura francese rimane fiorente in Quรฉbec nonostante la nostra immersione in un oceano di lingua inglese?
Paul Costopoulos

Giovanni. Penso sia proprio cosรฌ, Paul, per quanto posso giudicare.

ฮจ

Giovanni. Je comprends, and I am sorry. Mais il faudrait bien un livre pour vous rรฉpondre ! Les Romains รฉtaient des vainqueurs. En plus, mรชme si la culture celtique รฉtait plus complexe quโ€™on y pense, la Mรฉditerranรฉen รฉtait gรฉnรฉralement plus civilisรฉe a cette รฉpoque la.

Aux Italiens du nord (mon pรจre รฉtait de lร ) est arrivรฉ exactement la mรชme chose: celtiques, ils ont perdu leur culture.

Selon plusieurs savants (Braudel, Gramsci,ย Joseph Nye etc., cfr. 1 e 2), lorsque deux cultures se heurtent il y a deux รฉlรฉments au moins qui jouent: la force et la sรฉduction (= due ร  la complexitรฉ, ร  la richesse de la culture mรชme etc.), la premiรจre nโ€™รฉtant pas suffisante.

Simplifiant, un cas classique est celui des Romains et des Grecs. Les Romains ont gagnรฉ avec la force, mais les Grecs ont gagnรฉ sur eux avec la sรฉduction de leur richesse culturelle.

Cela nโ€™a pas รฉtรฉ le cas quand les Romains et les Celtes se sont heurtรฉs. Si les Celtes ont perdu leur culture, cela veut quand mรชme dire quelque chose.

Et, inversement, si la civilisation grรฉco-romaine nโ€™a presque pas laissรฉ des traces en Afrique du Nord ou au Moyen Orient, cela veut aussi dire quelque chose.

Ce qui ne veut pas dire que la quasi totale destruction de la civilisation celtique ne soit pas une tragรฉdie.

Jโ€™ai oubliรฉ les Francs [mais on pourrait aussi parler des Normands, ndr], un peuple germanique qui conquit la Gaule ou France. ร‰videment, ils exerรงant de la force mais pas assez de la sรฉduction, ils sont รฉtรฉs progressivement latinisรฉs.

Paul (Canadien franรงais). Intรฉressant point de vue, Giovanni. Doit-on comprendre que les britanniques ont manquรฉ de sรฉduction pour les Quรฉbรฉcois puisque la culture franรงaise reste florissante au Quรฉbec malgrรฉ notre immersion dans un ocรฉan anglophone?
Paul Costopoulos

Giovanni. Oui, je crois que cela sโ€™est passรฉ de cette faรงon, Paul, as far as I can tell.

ฮจ

Note:

1) Brano di Joseph S. Nye che spiega molto bene la sua idea di soft power (seduzione, contrapposta alla forza, hard power). In inglese.

2) Articolo del Manifesto – giornale con idee pre-concette a mio parere ma con begli articoli di cultura – che fa un bel raffronto tra Gramsci (egemonia=seduzione) e Joseph Nye (soft power=seduzione)

La pistola

Pistola

Era natale, a Carrara, dove papร  nacque negli anni โ€™10 dello scorso secolo e lรฌ visse almeno fino al decennio successivo.

Chissร  comโ€™era Carrara negli anni Venti, la cittadina che dalla costa sale fino alle Alpi Apuane. Lรฌ viveva la famiglia di mio padre poichรฉ nonno Mario aveva unโ€™azienda idroelettrica che sfruttava la caduta dellโ€™acqua dalle Alpi Apuane.

Nonno Mario, diceva papร , non faceva praticamente regali a lui e a zia Lucia, perchรฉ erano altri tempi (e forse per motivi educativi). E poi le famiglie piemontesi facevano tanta economia, a prescindere dai mezzi che avevano, tanti o pochi.

A proposito, papร  parlรฒ piรน volte di chissร  quali lontani parenti (o amici) piemontesi che a pochi giorni dallโ€™estremo momento, stando tutti per morire di cancro (devโ€™essere stata unโ€™epidemia), presero dopo una vita passata a risparmiare la fatale decisione e proruppero:

โ€œUsiamo il servizio buono!!โ€

Quindi, dicevamo, durante un bel natale negli anni โ€™20 del secolo scorso, a Carrara, nonno Mario regala al figlio una pistola, per lโ€™insistenza di papร  (non credo, papร  era in buona fede e educatissimo), dietro consiglio di nonna o per sua iniziativa personale.

Magari era una bellissima pistola o forse era solo lโ€™immaginazione di un bambino che gli aveva lasciato, traspariva nei racconti, come il ricordo di una cosa meravigliosa.

Sta di fatto che papร  se la trova sotto lโ€™albero, la pistola.

[Un piccolo alberello con qualche pallina attaccata e non lโ€™albero sontuoso che mamma e papร  ci preparavano a casa a Roma: alto, profumatissimo e imponente, cosรฌ carico di candeline che la luce si diffondeva nel salotto con un effetto magico che ci sembrava di stare in paradiso. Le candeline erano state accese da papร  una ad una: spenta la luce elettrica, solo allora ci era permesso di entrare]

La pistola era dunque lรฌ, sotto lโ€™alberello con le palline.

Papร  si avvicina, scarta il pacco e comincia a giocarci felice. Poco dopo perรฒ si avvicina nonno Mario che, mosso da curiositร  scientifica, prende la pistola e illustrandone i meccanismi al figlio comincia piano piano, pezzo dopo pezzo, a smontarla.

La pistola รจ ora smembrata, i pezzi disposti su un tavolo. Papร  รจ molto seccato, perchรฉ รจ un bambino e ha voglia di giocare con la pistola ma รจ anche troppo educato e in buona fede per protestare.

Nonno Mario, intuendo i sentimenti del figlio, si mette allora a rimontare la pistola ma incontra delle difficoltร .

Papร :

โ€œGrande scienziato, il nonno, ma non sapeva svitare nemmeno una lampadinaโ€.

Giovanni Angelo Mario **** incastra un pezzo con lโ€™altro, cerca di avvitare quello che aveva svitato. Niente. La pistola rimane smontata, quindi del tutto inutilizzabile.

โ€œCosรฌ finรฌ il regalo della pistola, il piรน bello della mia infanziaโ€.

Era il commento finale di papร , espresso, dopo tantissimi anni, ancora con una punta di stizza.